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Palazzo Corsini al Parione, Firezne

Epoca del monumento: XVII secolo

Luogo: centro storico di Firenze

Anno del restauro: 2020

Categoria dei lavori: OS2-A

Committente: privato

Lavori eseguiti: pulitura consolidamento e restauro degli stucchi dello scalone monumentale, pulitura e restauro lapideo della statua di papa clemente xii.

◆ Background storico:

Il Palazzo Corsini detto anche al Parione, è uno fra i più sfarzosi palazzi privati di Firenze e si trova sull’omonimo Lungarno. Il palazzo, nel panorama dell’architettura tradizionale fiorentina, ha rappresentato una novità assoluta, in stile pienamente barocco ed era il principale della famiglia Corsini a Firenze. Bartolomeo Corsini iniziò la costruzione di un nuovo palazzo nel 1656, opera di diversi architetti tra i quali Pierfrancesco Silvani, al quale si attribuisce il progetto a forma di “u” e la singolare scala di forma elicoidale e Antonio Maria Ferri, al quale è dovuta la gran parte di quello che si vede oggi: i tre corpi articolati attorno ad una corte centrale, lo scalone monumentale, la facciata sul lungarno con l’originale vuoto nella parte centrale. Il completamento definitivo dei lavori viene comunque indicato solo nel 1737. All’interno numerosi sono le stanze e i saloni ricchi di affreschi, decorazioni e arredi originali, statue antiche e busti di vari autori settecenteschi. Il primo piano ospita anche la quadreria detta Galleria Corsini, la più importante raccolta privata d’arte a Firenze, con opere di Filippo Lippi, Giovanni Bellini, Luca Signorelli (Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Bernardo), Pontormo, Caravaggio (Ritratto di Maffeo Barberini), Salvator Rosa e Luca Giordano. collocati su porte e finestre Dal cortile centrale si può accedere allo scalone elicoidale del Silvani ed allo scalone monumentale del Ferri.

Stato di conservazione

I paramenti murari dello scalone monumentale (pareti, stucchi, elmenti architettonici in pietra, sculture e soffitti) sono stati oggetti di un’accurata analisi in fase di progettazione dell’intervento di restauro. Le prove stratigrafiche hanno rilevato due strati di ridipintura sulla superficie originale, di cui il più esterno (quello visibile e più recente) presentava una texture non omogenea e granulosa non uniforme.
La rimozione degli strati soprammessi ha riportato alla luce antiche fratture che prima non erano visibili o visibili solo in parte. Alcune perdite materiche si rilevavano sulle parti più sporgenti degli stucchi, rendendo visibile, sotto la malta, la struttura metallica portante che si trova all’interno delle figure.
L’evidente frattura sulla cupola, anche in seguito alla rimozione degli strati di pittura, si è mostrata ben solida alla struttura. Erano presenti diverse macchie di alterazione cromatica avvenute a seguito di vecchie infiltrazioni. Le modanature delle specchiature e dei capitelli si trovavano invece in buono stato di conservazione e nel complesso le perdite materiche sono molto contenute.
La decorazione murale, presente nelle finte porte sul lato sinistro del vano scale, presentava infine un sottile deposito di polvere e sporco incoerente, che in parte celava una spessa ridipintura.
L’intervento di pulitura ha interessato anche la scultura in marmo bianco che rappresenta Papa Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, scolpita da Carlo Monaldi, scultore di provenienza romana tra la fine del ‘600 e l’inizio ‘700.

Intervento

La rimozione dello scialbo (ovvero degli strati di pittura sovrammessi) è stato eseguito dal basso verso l’alto, per mezzo dell’azione meccanica di bisturi. Come rilevato dall’analisi visiva lo strato originale mostra una superficie molto rifinita, liscia e trattata esteriormente con un sottile strato di cera, il quale ha permesso una facile distacco dello scialbo. A causa probabilmente della loro ubicazione, la rimozione delle tinte, nella parte superiore dell’impianto decorativo a stucco, è stata più agile di quella della parte inferiore.
L’attenta rifinitura superficiale, maggiormente curata degli stucchi a rilievo dei putti, stemmi e festoni, ha permesso la rimozione degli strati di ridipintura con maggiore facilità, riportando la materia al suo strato originale e consentendo in alcune zone anche la conservazione del tono lievemente ambrato, conferito dalla presenza della cera naturale applicata come rifinitura finale al termine della realizzazione dei manufatti. L’intervento sulle pitture murali si è sviluppato seguendo un preciso cronoprogramma:

  • Preparazione e verniciatura finestre
  • Stuccatura e integrazioni di parti a stucco e parti piane
  • Scialbo di calce a colore
  • Conguagliatura a colore con velature di calce
  • Protezione a sapone
  • Rimozione depositi superficiali su stucchi e superfici piane
  • Pulitura degli stucchi
  • Assottigliamento/pulitura scialbi sulle superfici piane
  • Pre-consolidamento e consolidamento materico di stucchi e superfici piane

◆Prima e dopo l'intervento:

◆ Approfondimenti:

Analisi prove
di pulitura decorazioni parietali:

Palazzo Corsini al Parione, Firezne

La decorazione murale, presente nelle finte porte sul lato sinistro del vano scale le prove di pulitura hanno rilevato la presenza di un sottile deposito di polvere e sporco incoerente, che in parte celava una spessa ridipintura.

  • Lo strato n.3 corrisponde alla superficie decorata attualmente visibile.
  • Lo strato n.2 corrisponde ad una prima pulitura a secco con spugne wishab.
  • Lo strato n.1 corrisponde alla porzione di superficie pulita con una lieve azione ad impacco con carata giapponese imbevuta di acqua satura di carbonato d’ammonio.
  • Lo strato n.0 corrisponde ad un’ulteriore pulitura della superficie con impacco ad acqua, ma con un maggiore tempo di contatto rispetto alla prova n. 1, difatti la pulitura si presenta più approfondita.

Prova di pulitura della superficie con impacco di carbonato d’ammonio su carta giapponese.

Questa tipologia di pulitura ci permette di rimuovere lo sporco ma di mantenere i valori medi cromatici che vengono conferiti delle ridipinture eseguite a secco

Analisi della
prova di pulitura superficie lapidea:

Palazzo Corsini al Parione, Firezne

Sulla scultura che rappresenta Papa Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, scolpita da Carlo Monaldi, scultore di provenienza romana tra la fine del ‘600 e l’inizio ‘700 è stata realizzata in marmo bianco, in un unico blocco. La superficie presenta diverse rifiniture, al fine di riprodurre più fedelmente possibile la texture dei materiali tessili e paramenti decorativi e accessori che abbigliano il personaggio riprodotto, nel ruolo che ricopriva.

Le tre prove stratigrafiche sono state eseguite su tre diverse tipologie di lavorazione superficiale della materia, al fine di testare la solubilità dello polvere e dello sporco depositato, valutandone la sua coerenza alla materia lapidea. In seguito a numerose prove, la pulitura ottimale, si è rilevata, quella eseguita esclusivamente con un impacco di pasta di cellulosa, addizionata con acqua deionizzata, lasciato a contatto per circa per un tempo che si differenzia secondo la texture superficiale trattata.

Chiaramente la materia grossolana, ruvida, lavorata con la gravina, presenta uno sporco che più tenacemente si è ancorato alla sue irregolarità, a differenza dello sporco depositato sulle superfici lisce e compatte che, con la sola applicazione del tampone di cotone imbevuto di acqua deionizzata, sulle quali facilmente lo sporco è rimovibile.